L’alimentazione come stile di vita per restare in salute
L’alimentazione come stile di vita per restare in salute

L’alimentazione come stile di vita per restare in salute

Ilaria Grasso, medico chirurgo specializzato in Reumatologia, ci illustra la relazione tra obesità e malattie infiammatorie articolari



Esiste una correlazione diretta tra obesità e malattie infiammatorie articolari come artrite, artrosi e gotta: se ne è parlato nel corso del recente congresso annuale della Società Italiana di Reumatologia, svoltosi a Rimini. Gli esiti degli studi effettuati su questa importante tematica ci hanno incuriosito molto, per questo abbiamo contattato la dottoressa Ilaria Grasso, medico chirurgo specializzato in Reumatologia, per saperne di più.

A cosa è dovuta questa correlazione?

E’ dovuta alla produzione, da parte delle cellule del tessuto adiposo, di molecole ad azione pro-infiammatoria, denominate citochine o adipochine, molecole che, in quanto pro-infiammatorie, stimolerebbero processi infiammatori a carattere distruttivo con bersaglio rappresentato proprio dalle articolazioni. Per quanto riguarda la correlazione esistente tra obesità ed artrosi (patologia degenerativa articolare), dobbiamo dire che si tratta di un'evidenza nota già da tempo, soprattutto per quanto riguarda l'artrosi a carico del ginocchio, nella quale, appunto, il sovraccarico legato ad un peso corporeo eccessivo determina un'usura precoce della componente cartilaginea.

L’obesità, essendo uno dei pochi fattori di rischio modificabili, può rappresentare un punto di intervento importante per migliorare la condizione del paziente. In che senso?

Certamente: l'obesità è un fattore di rischio modificabile ed è stato dimostrato da studi recenti che un calo ponderale realizzato attraverso l'adesione ad una dieta equilibrata, sotto la guida di esperti del settore, determini un significativo miglioramento della sintomatologia dolorosa articolare, con una riduzione anche del numero delle articolazioni tumefatte, con progressiva riduzione degli indici di flogosi come VES e proteina C reattiva, oltre a determinare anche una migliore risposta alla terapia farmacologica praticata.

Ha riscontrato differenza di reazione alla terapia tra persone obese e persone normopeso?

Sì: come ho anticipato nella mia risposta precedente, questi stessi studi scientifici hanno dimostrato che un significativo e graduale calo ponderale determini una migliore risposta ai trattamenti farmacologici praticati, in particolare una migliore risposta alla terapia con farmaci biologici. Lo stesso prinicipio è applicabile anche per alri trattamenti farmacologici: è stata registrata, infatti, anche una migliore risposta alla terapia anti-ipertensiva da parte di quei pazienti che vadano incontro ad un significativo calo ponderale.

Quali sono gli altri disturbi che possono essere correlati all’obesità?

Gli altri disturbi correlati all'obesità possono essere, oltra all'artrite e all'artrosi, la gotta, legata, appunto ad una condizione di iperuricemia, la sindrome delle apnee notturne, il diabete mellito di tipo II, le dislipidemie, e l'ipertensione arteriosa e le malattie cardio-vascolari in generale. All'obesità, inoltre, possono essere correlate, nelle donne, anche condizioni di ridotta fertilità, come conseguenza di un eccessivo iperandrogenismo che l'obesità determinerebbe.

La chirurgia per l’obesità potrebbe essere una soluzione: pro e contro?

Sicuramente la chirurgia per l'obesità, detta anche chirurgia bariatrica, rappresenta un approccio importante per pervenire al netto miglioramento delle patologie che ho menzionato poc'anzi. Nell'ambito della chirurgia bariatrica esistono interventi con grande di invasività differente: meno invasivi sono, senza dubbio, l'introduzione, per via endoscopica, di un palloncino in sede gastrica, oppure il bendaggio gastrico, che determinano una riduzione del volume gastrico con senso di sazietà precoce e quindi riduzione del senso di appetito. Interventi più invasivi sono, ad esempio, il by-pass gastrico, tecnica chirurgica che consiste nel determinare un collegamento diretto tra primo e secondo tratto del tubo digerente, saltando lo stomaco.

Gli svantaggi di questi interventi, oltre ai rischi legati direttamente all'atto operatorio (emorragie, perforazione gastrica), possono essere rappresentati da una condizione di malassorbimento che si verrebbe a determinare dall'esclusione dello stomaco dal tratto digerente, e questo riguarderebbe sostanze importanti come il ferro, ad esempio, il calcio, la vitamina D, che devono, pertanto, essere introdotti come supplemento, dato che con la sola dieta sarebbe difficile assimilarli.

La prevenzione, quindi, inizia a tavola. Quali sono le basi della giusta alimentazione?

Esattamente: la prevenzione inizia a tavola e le basi per una corretta alimentazione possono essere rappresentate innanzitutto da un ridotto introito di grassi e di carboidrati, in modo da abbassare il tasso di glucosio nel sangue; dare maggiore importanza alla prima colazione, pasto fondamentale, per iniziare la giornata con un giusto ed equilibrato apporto di calorie; mangiare lentamente, perchè questo riduce l'accumulo di grassi nei tessuti, soprattutto in sede addominale; incrementare l'apporto di frutta e verdura, dato che questi sono particolarmente ricchi in sostanze anti-ossidanti che coadiuvano i processi cellulari; evitare anche di mangiare a tarda sera o comunque prima di dormire, perchè tale comportamento produrrebbe un significativo rallentamento delle attività metaboliche, con accumulo di grassi nei tessuti. E poi, ultime, ma non ultime, una corretta e regolare attività fisica e una riduzione importante di comportamenti che determinino stress!

Qual è, dal punto di vista strettamente medico, il confine tra “curvy” e “obeso” e come ci si accorge se un corpo formoso è sano oppure no?

L'obesità è, per definizione, una condizione patologica determinata, spesso, da squilibri ormonali e che è caratterizzata da alterazioni metaboliche più o meno marcate, e che si associa, appunto, ad altre patologie, come l'artrosi, l'artrite, il diabete mellito, l'ipertensione arteriosa, l'iperglicemia, mentre molto spesso quella di curvy è la condizione di una donna che si presenta sinuosa, semplicemente più morbida, nelle forme, senza che esistano della alterazioni metaboliche ed ormonali che siano rilevabili.


Sonia Russo
pubblicato il 23/10/2016



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