Maria Amato: Vorrei non aver più paura
Maria Amato: Vorrei non aver più paura

Maria Amato: Vorrei non aver più paura

La protagonista del film “Un solo Dio… Attacco al vaticano” si racconta ai lettori di MondoCurvy



Al Capri-Hollywood, uno degli eventi cinematografici più attesi, il corto “Un solo Dio… Attacco al Vaticano”, diretto da Simone Di Martino, ha avuto un ottimo successo di critica e di pubblico. Apprezzatissima anche la protagonista femminile del film, l’attrice napoletana Maria Amato. Bella, brava e curvyissima, Maria ha accettato di rispondere alle nostre domande. Ecco cosa ci ha detto.

Maria Amato: Vorrei non aver più paura

 

Come nasce l’idea di questo film?

Il film è nato da una mia idea, sviluppata insieme a Simone Di Martino, per dare un messaggio forte al pubblico, senza però incorrere nell’utilizzo delle solite tematiche o dei clichè già collaudati quando si parla di terrorismo, e sopratutto di diversità, che poi è anche il tema del Capri-Hollywood riservato ai corti. Penso al fatto che ormai, quando incrociamo un arabo o un cittadino di lingua araba, tendiamo ad etichettarlo nonostante magari si tratti di una persona onestissima.

 

Cosa racconta questo film?

Racconta la storia di una donna italiana, interpretata da me, con due figli, che ha subito maltrattamenti e che incontra un ragazzo siriano, un informatore elettronico, coinvolto in un lavoro piuttosto ambiguo. Per lei questo ragazzo rappresenta tutto, si sente finalmente felice, è un grande amore, eppure comincia a sospettare, soprattutto quando percepisce che lui fa movimenti strani; ad esempio un giorno assiste ad uno scambio di qualcosa fra lui ed un suo amico siriano. Questo suo sospettare la dice lunga sull’approccio mentale che ormai abbiamo tutti, e sul fatto che tendiamo a dubitare del diverso, così come la protagonista dubita di lui.

 

Quale voleva essere il vostro messaggio?

Vogliamo per far capire che l’amore va al di là di ogni cosa e che Dio è di tutti. E’ la paura la vera protagonista di questo corto, e soprattutto l’incapacità di stabilire un confine netto fra dove termina la paura, motivata, e comincia, invece, la psicosi. Posso solo dire che il finale lascerà sorpresi, ma non posso anticipare di più.

Maria Amato: Vorrei non aver più paura

 

In che modo gli ultimi eventi di cronaca hanno influito sulla nostra vita?

Il terrore, purtroppo, ha cambiato il nostro modo di vivere, toccando più o meno tutti: anche se io sono meno serena quando vado in giro, mi guardo comunque intorno, ad esempio se sono seduta in un treno, per vedere se il mio vicino presenta determinati requisiti, e spesso tale nostra più che giustificata diffidenza ci porta a dubitare di persone comuni, di gente onesta che lavora e vive nel nostro Paese, rispettandone attentamente le Leggi.

 

Qual è il tuo sogno in merito?

Desidero solo vivere serena in famiglia, cercando di non amplificare i problemi di fronte ai quali ci pone la vita quotidiana. Vorrei non avere alcun timore o paura se i miei figli, ne ho tre, decidessero di fare un viaggio o se, come avviene quotidianamente, giocano in piazza. Un insieme di circostanze ci stanno togliendo la serenità e, soprattutto, la speranza, che mi auguro non scompaia mai dai nostri animi e dai nostri cuori".

 

Ci racconti il tuo percorso professionale?

Io, pur avendo origini napoletane, vivo da sempre a San Benedetto del Tronto, dove ho sviluppato il mio amore per la recitazione, sopratutto in veste di attrice brillante, e l’anno scorso ho interpretato, con grande soddisfazione e successo, il ruolo di una Milf ad Eccezionale Veramente, su La 7. Poi, è stata la volta di Affari Tropp Segret, film nel quale interpreto Beatrice, la matrona di casa, e nel quale sono moglie, sorella e zia dei tre miei coinquilini che mantengo. E’ un film, questo, ispirato a "Tre Pecore Viziose", commedia di Eduardo Scarpetta, con la regia di Marco Trionfante, della compagnia teatrale Oscenici, che ha voluto portare il teatro sul grande schermo. Poi, nel mio percorso di attrice, ci sono stati tanti piccoli ruoli, come nel Mio Papà, di Giulio Base.

 

Hai lavorato anche con un’altra icona della bellezza femminile, Sabrina Ferilli.

Sì, l’anno scorso, ho “litigato” artisticamente con Sabrina Ferilli sul set di "Rimbocchiamoci le maniche", ed è stata per me un’occasione meravigliosa, capace di farmi capire il mio valore e la mia capacità di farmi apprezzare e rispettare in ambito artistico.

 

Che progetti hai per il futuro?

Dopo "Un solo Dio - Attacco al Vaticano", ho in previsione di realizzare un altro film, che ho scritto: una storia sulle Janare di Conca dei Marini, rifacendomi a vecchie leggende, chiedendomi come sarebbero oggi le Janare.






 

Il film è visionabile su You Tube, tramite il seguente link:
https://www.youtube.com/watch?v=bM0SyJlcR-4


o direttamente in fondo a questo articolo


Sonia Russo
pubblicato il 31/03/2017



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