Sara Dall’Olio: Così sono guarita dall’anoressia
Sara Dall’Olio: Così sono guarita dall’anoressia

Sara Dall’Olio: Così sono guarita dall’anoressia

Quattro chiacchiere con l’attrice emergente Sara Dall’Olio che ricorda con noi il periodo buio dell’anoressia nervosa



Ventiquattro anni il 19 ottobre, Sara Dall’Olio è sicuramente una delle giovani promesse del cinema italiano tanto che anche un regista del calibro di Paolo Genovese ha puntato su di lei scegliendola per una parte nel film “Sei mai stata sulla luna”, pellicola con Raoul Bova, Liz Solari, Neri Marcorè e Sabrina Impacciatore. Oggi Sara è splendida e in formissima, ma in passato ha sofferto di un grave disturbo alimentare come l’anoressia nervosa. Per questo è favorevole alla rivalutazione del corpo morbido come strategia per contrastare l’insorgere di incombenti patologie. Ecco cosa ci ha detto.

Sara Dall’Olio: Così sono guarita dall’anoressia

Sei uno dei più interessanti volti nuovi del cinema made in Abruzzo. Che sogni hai?
Il mio sogno è sicuramente quello di diventare una brava attrice. E poi in futuro, chissà, magari diventare mamma!

Che ricordi hai del film "Sei mai stata sulla luna" di Genovese?
Sinceramente credo che sia stata una delle migliori esperienze che abbia mai fatto. C’era un cast eccezionale.

Sul set accanto a te c'era anche Raoul Bova. Un commento su di lui?
E’ molto professionale

Con quali altri nomi ti piacerebbe lavorare?
Come regista mi piacerebbe poter lavorare con talenti del calibro di Paolo Virzì, Gabriele Muccino, Sergio Castellitto e Massimiliano Bruno. Un attore con cui mi piacerebbe recitare è invece Alessandro Gassman.

Quanto conta l'aspetto fisico in un mondo come quello dello spettacolo?
Penso che l'aspetto fisico e la bellezza siano dei doni, soprattutto in un mondo dove a volte conta più la bellezza che le capacità recitative. Credo, però, che non dovrebbe essere questo il primo obiettivo per chi vuole fare l'attrice. 

Spesso la ricerca della perfezione porta a diversi disturbi alimentari. Ora che tu sei uscita definitivamente dall'anoressia, ci puoi raccontare qualcosa a riguardo in modo da essere di aiuto ad altre ragazze affette da anoressia nervosa? 
Non augurerei a nessuno di ritrovarsi a non mangiare, o a svenire per mesi e mesi. Non è stato un bel momento, soprattutto perché ero giovane e non è stato facile uscirne. Quello che posso consigliare è di non guardare alla perfezione: nessuno è perfetto e non vale la pena rovinarsi la vita solo per un fattore estetico. La felicità non dipende dall’aspetto fisico.

Come ne sei uscita?
Grazie al sostegno della mia famiglia.

La malattia influenzava la tua vita privata e professionale?
E’ inevitabile che accadesse: non stavo bene, ho passato mesi di inferno.

Come si convive con la sensazione di essere grassa, nonostante il proprio marcato sottopeso? 
Si vive male, malissimo. Ti guardi allo specchio e, anche se sei magra, tu ti vedi sempre grassa: è un ossessione. 

Come sei riuscita a guardarti allo specchio in maniera più oggettiva?
Ci sono riuscita quando ho iniziato a capire che io mi piacevo per ciò che ero e non per  quello che la società volesse da me, quando ho capito che io ero io, a prescindere dai canoni di bellezza che la società ci impone.

Pensi che la rivalutazione del corpo curvy possa in qualche modo contrastare il dilagarsi dell'anoressia tra le più giovani?
Penso di sì, potrebbe essere una buona strategia per contrastare il terribile disturbo della anoressia. 

Che consiglio vuoi dare alle più giovani che si affacciano al mondo dello spettacolo?
Vorrei consigliare loro di non avere fretta, di avere pazienza e credere sempre ai propri sogni. 


 

Fotografie: Cesare Colognesi


Sonia Russo
pubblicato il 21/10/2016



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